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In
Borgogna, tra i tappi volanti
Ci trovavamo in Borgogna, sotto gli occhi vigili delle
nostre mogli, per partecipare a una delle aste del
vino più importanti del mondo, quella che si
tiene ogni anno a Beaune. Siccome cero già
stato una volta prima di allora, in compagnia di un
mio amico che è chevalier du tastevin - cavaliere
delluva sapevo per esperienza che per
sopravvivere cera un solo modo: sputare.
Gli schizzi sui calzoni e le macchie viola sulle scarpe
sono un piccolo prezzo da pagare se si vogliono salvaguardare
la salute degli organi interni, la capacità
di mettere a fuoco le immagini e di parlare, nonché
la propria reputazione di essere civilizzato che sa
tenere a bada lalcool che ha in corpo.
La cosa più triste è che spesso ti ritrovi
a dover sputare quando ogni singola papilla gustativa
ti implora di inghiottire, perché durante questo
lungo week-end a Beaune ti saranno offerte decine,
se non centinaia, di vini tra i migliori di Francia.
Tutti quei nomi carichi di promesse che leggi sui
menu dei ristoranti, tutte quelle bottiglie di nettare
di Borgogna da trecento dollari luna vengono
stappate e versate con la stessa generosità
e lo stesso slancio che solitamente si associano a
una bottiglia di limonata in una giornata destate.
Eppure sputare è dobbligo. Si va avanti
così per tre giorni interi, e uno non ce la
farebbe mai ad arrivare allultimo se mandasse
giù tutto quello che gli sventolano sotto il
naso.
da Lezioni di francese di Peter
Mayle, ediz. Garzant
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